Quando serve un telezoom luminoso per ritratti, eventi o sport, il Tamron 70-180 è una delle opzioni più interessanti per chi usa una mirrorless full frame Sony o Nikon. La versione G2 abbina apertura costante f/2.8, autofocus rapido, stabilizzazione ottica e un peso più contenuto rispetto ai tradizionali 70-200 mm professionali.
Un telezoom luminoso pensato per fotografare senza appesantire la borsa
- Apertura f/2.8 costante per lavorare con poca luce e ottenere uno sfocato piacevole.
- Escursione 70-180 mm adatta a ritratti, matrimoni, sport e dettagli a distanza.
- 855 g per Sony E e 865 g per Nikon Z, valori contenuti per questa categoria.
- Stabilizzazione VC utile per le foto a mano libera e per i video fino alle focali più brevi.
- Messa a fuoco minima di 30 cm a 70 mm, una possibilità interessante anche per dettagli e piccoli soggetti.

Cosa offre davvero il Tamron 70-180mm f/2.8 G2
La seconda generazione, identificata come Model A065, è disponibile con innesto Sony E e Nikon Z. È un obiettivo per sensori full frame, ma può essere usato anche su corpi APS-C: in quel caso l’angolo di campo equivale circa a quello di un 105-270 mm, un vantaggio per sport e fotografia naturalistica.
La caratteristica più importante è l’apertura f/2.8 su tutta la focale. Non cambia passando da 70 a 180 mm, quindi posso mantenere tempi rapidi e una resa uniforme anche quando stringo l’inquadratura. Per un ritratto al tramonto o una partita indoor, questa luminosità fa una differenza concreta rispetto a uno zoom f/4-5.6.
| Caratteristica | Dato | Cosa significa in pratica |
|---|---|---|
| Focale | 70-180 mm | Dal ritratto ambientato al dettaglio distante |
| Apertura massima | f/2.8 costante | Più luce, tempi più rapidi e sfocato più marcato |
| Costruzione ottica | 20 elementi in 15 gruppi | Buon controllo di nitidezza e aberrazioni |
| Distanza minima | 30 cm a 70 mm, 85 cm a 180 mm | Possibilità di fotografare dettagli ravvicinati |
| Filtri | 67 mm | Compatibile con molti accessori Tamron della stessa serie |
| Diaframma | 9 lamelle | Bokeh generalmente morbido e gradevole |
Il diaframma a nove lamelle contribuisce a uno sfocato piacevole, anche se le luci fuori fuoco possono assumere forme meno regolari verso i bordi dell’immagine. Non lo considero un problema per i ritratti normali, ma è bene saperlo se si fotografano luci decorative o fondali pieni di punti luminosi.
G2 o prima generazione quale versione conviene scegliere
La prima versione, il modello A056, resta un obiettivo molto valido e spesso si trova usato a un prezzo interessante. La differenza più evidente è l’assenza della stabilizzazione ottica VC, oltre a una capacità di messa a fuoco ravvicinata più limitata con l’autofocus.
| Caratteristica | Prima generazione A056 | G2 A065 |
|---|---|---|
| Stabilizzazione ottica | No | Sì, VC |
| Peso versione Sony | Circa 810 g | 855 g |
| Lunghezza versione Sony | Circa 149 mm | 156,5 mm |
| Autofocus ravvicinato | Più limitato | 30 cm a 70 mm |
| Innesti | Sony E | Sony E e Nikon Z |
Personalmente sceglierei la prima generazione solo quando il risparmio è davvero consistente, soprattutto se la fotocamera dispone di un buon stabilizzatore sul sensore e si lavora prevalentemente di giorno. Per uso professionale, video o fotografia in interni, la G2 giustifica meglio la spesa grazie a VC, autofocus ravvicinato e ottica aggiornata.
Attenzione anche a un equivoco frequente. Il Nikkor Z 70-180mm f/2.8 è molto vicino al progetto originale Tamron, ma non va confuso con la versione G2. Il modello Tamron aggiornato per Nikon Z offre stabilizzazione VC e funzioni più recenti, mentre il Nikkor non replica tutti gli aggiornamenti della seconda generazione.
Come si comporta in fotografia e video
Ritratti e matrimoni
Tra 85 e 135 mm l’obiettivo offre prospettive molto naturali per il ritratto. A f/2.8 il soggetto si separa bene dallo sfondo, mentre a 180 mm posso comprimere la scena e ottenere uno sfocato più evidente. Per cerimonie e matrimoni è una focale estremamente utile perché permette di lavorare a distanza senza invadere il momento.
Il limite è che 70 mm non sono davvero grandangolari. In una stanza piccola o durante i preparativi potrei avere bisogno di un 24-70 mm, quindi lo vedo più come secondo obiettivo che come unica lente per un intero evento.
Sport e animali
Il motore lineare VXD offre una messa a fuoco veloce e silenziosa, adatta a soggetti in movimento. Per sport amatoriali, danza, ciclismo e fotografia a bordo campo, l’abbinamento tra f/2.8 e autofocus reattivo funziona molto bene.
Per la fauna selvatica, invece, i 180 mm possono essere pochi. Su una APS-C diventano più utili grazie al fattore di crop, ma per uccelli piccoli o soggetti molto lontani preferirei un 100-400 mm. Il Tamron dà il meglio quando posso avvicinarmi abbastanza all’azione.
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Video e stabilizzazione
La stabilizzazione VC riduce il tremolio nelle riprese a mano libera e completa quella integrata nel corpo macchina. È particolarmente utile alle focali più brevi, fino a circa 100 mm, mentre a 180 mm non sostituisce una buona tecnica di ripresa o un monopiede.
L’autofocus è fluido e quasi silenzioso, ma per sequenze video con cambi di fuoco molto controllati preferisco usare il pulsante personalizzabile e il software Tamron Lens Utility. Il focus breathing, cioè il cambiamento apparente dell’inquadratura durante la messa a fuoco, non è completamente assente: per lavori cinematografici molto rigorosi va verificato prima sul campo.
Il punto forte è il rapporto tra qualità e peso
Un 70-200 mm f/2.8 professionale tradizionale può superare facilmente il chilogrammo. La G2 pesa 855 g nella versione Sony E e misura 156,5 mm, mentre la versione Nikon Z arriva a 865 g e 158,7 mm. Sono differenze che si sentono dopo una giornata con la fotocamera al collo.
Il compromesso è la focale massima di 180 mm invece dei classici 200 mm e l’assenza di un collare per treppiede incluso. Per la maggior parte dei ritratti, degli eventi e dello sport locale, quei 20 mm mancanti non cambiano la fotografia. In compenso, la lente è più facile da portare e meno intimidatoria durante le situazioni spontanee.
| Situazione | Scelta più sensata | Motivo |
|---|---|---|
| Ritratto, matrimonio, evento | 70-180mm f/2.8 G2 | Luminosità, sfocato e peso equilibrato |
| Sport professionistico a lunga distanza | 70-200mm o 100-400mm | Più portata e, in alcuni casi, migliore ergonomia |
| Viaggio leggero di giorno | Telezoom f/4 più compatto | Riduce peso e ingombro se non serve f/2.8 |
| Video a mano libera | G2 con corpo stabilizzato | VC e IBIS lavorano insieme, ma serve comunque tecnica |
La qualità costruttiva è buona, con protezioni contro polvere e umidità e trattamento al fluoro sulla lente frontale. Non lo tratterei comunque come un obiettivo da lasciare sotto la pioggia senza protezione. La tropicalizzazione riduce il rischio, ma non rende l’attrezzatura invulnerabile.
Quanto costa e con quali alternative confrontarlo
Nel mercato italiano la versione G2 si trova generalmente tra 1.050 e 1.180 euro, con variazioni legate all’innesto, alla garanzia e alle promozioni. La prima generazione usata può scendere sensibilmente, spesso sotto i 700 euro, ma conviene controllare lo stato delle ghiere, la fluidità dell’autofocus e l’eventuale presenza di polvere interna.
Il confronto più naturale è con un 70-200 mm f/2.8 Sony o Nikon. I modelli proprietari possono offrire una gestione dell’autofocus più integrata, costruzione ancora più robusta e 20 mm aggiuntivi, ma spesso costano molto di più. La proposta Tamron è più convincente quando peso e prezzo contano quanto la prestazione ottica.
Un 70-200 mm f/4 può essere preferibile per chi fotografa soprattutto all’aperto con buona luce. È spesso più leggero e maneggevole, ma perde uno stop di luminosità. In ambienti bui, quel singolo stop può significare passare da ISO 3200 a ISO 6400 oppure da un tempo sicuro a uno che introduce mosso.
Prima dell’acquisto controllerei soprattutto l’innesto. Sony E e Nikon Z non sono intercambiabili, e non è una lente pensata per essere adattata liberamente tra sistemi. Verificherei anche la compatibilità firmware con la propria fotocamera, in particolare se il corpo è molto recente.
Quando lo consiglierei senza esitazioni
Lo sceglierei per ritratti, matrimoni, reportage, sport amatoriale e video con una mirrorless full frame Sony o Nikon. È una lente che offre un salto evidente rispetto a uno zoom base, soprattutto per la combinazione di f/2.8 costante, autofocus VXD e stabilizzazione.
Non lo considererei invece la scelta ideale per paesaggio, interni stretti o fotografia naturalistica a grande distanza. In questi casi servono focali più corte o più lunghe. Il suo terreno naturale è la distanza intermedia, quando voglio isolare il soggetto ma mantenere una certa flessibilità nell’inquadratura.
Il mio consiglio finale è semplice. Se il budget lo permette, la G2 è la versione più completa e longeva; se si trova una prima generazione in ottime condizioni a un prezzo molto più basso, può ancora essere un acquisto intelligente. La differenza non sta solo nella nitidezza, già ottima, ma soprattutto nella comodità quotidiana offerta da stabilizzazione e messa a fuoco ravvicinata.